Accusa e diritti · Belgio · 1370-XIX secolo
A Bruxelles, una falsa accusa religiosa ha portato a esecuzioni ed è sopravvissuta alle persone che condannava.
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1370-XIX secolo
Accusa e diritti · Una storia sacra condanna i veri vicini
A Bruxelles, una falsa accusa religiosa ha portato a esecuzioni ed è sopravvissuta alle persone che condannava.
Bruxelles, 1370
Nel 1370 gli ebrei di Bruxelles furono accusati di pugnalare ostie consacrate rubate che, secondo il racconto, avrebbero sanguinato. Le autorità torturarono e giustiziarono ebrei sulla base di questa falsa accusa di profanazione delle ostie. Le commemorazioni religiose ripeterono poi l’accusa. Una narrazione sacra aveva trasformato vicini reali in nemici immaginari, mantenendo viva l’ostilità molto dopo la loro morte.
Un posto nel nuovo stato
La nascita del Belgio nel 1830 portò un quadro costituzionale di libertà religiosa. I residenti ebrei potevano creare istituzioni comunitarie nel nuovo paese. La promessa cambiava il loro status giuridico: la partecipazione non dipendeva più soltanto dalla disponibilità personale di un sovrano a tollerare una minoranza.
La vita locale smentisce l’accusa di estraneità
Gli ebrei fondarono famiglie, imprese e associazioni religiose nelle città belghe. Successivamente i migranti si unirono alle comunità già presenti. Le affermazioni nazionaliste secondo cui gli ebrei non avrebbero mai potuto appartenere hanno appiattito queste diverse storie in un’unica immagine di estraneità. La presunta identità aliena di un residente potrebbe essere affermata indipendentemente da come viveva quella persona.