7 ottobre e oggi · Argentina · 2023-presente
L’antisemitismo nazionalista e della dittatura, l’attentato all’AMIA e le accuse collettive antimperialiste hanno plasmato la nuova ostilità in Argentina.
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2023-presente
7 ottobre e oggi · 7 ottobre e oggi
L’antisemitismo nazionalista e della dittatura, l’attentato all’AMIA e le accuse collettive antimperialiste hanno plasmato la nuova ostilità in Argentina.
Una nuova minaccia porta con sé un ricordo più vecchio
Nel 1994, un attentato al centro della comunità ebraica AMIA di Buenos Aires uccise 85 persone. L'attacco rimase parte del modo in cui furono interpretate le minacce successive contro le istituzioni ebraiche. Un edificio comunitario potrebbe essere sia un luogo di appartenenza che un bersaglio.
Dopo il 7 ottobre, la DAIA segnalò un aumento delle denunce di antisemitismo, soprattutto nell’ambito digitale. I messaggi arrivavano attraverso canali più nuovi, ma la loro forza derivava in parte da un’esperienza già nota: gli ebrei in Argentina potevano essere attaccati per un conflitto o un’accusa imposti loro dall’esterno.
Il nemico interno ritorna sotto un’altra etichetta
La destra nazionalista argentina aveva descritto gli ebrei come stranieri o segretamente potenti; la dittatura sottopose i detenuti ebrei ad abusi specificamente antisemiti. L’attentato all’AMIA ha aggiunto un’altra esperienza di pericolo: un’istituzione comunale ebraica attaccata attraverso una rete transnazionale, attribuita dai pubblici ministeri a Hezbollah e all’Iran.
Dopo il 7 ottobre, la DAIA documentò teorie del complotto razziste e nazionaliste insieme all’ostilità antisionista, comprese pressioni su studenti e insegnanti ebrei. In una narrazione antimperialista, un argentino ebreo poteva essere schierato dalla parte di Israele prima ancora di parlare. L’etichetta politica riattivava così il vecchio racconto del nemico interno. Sono canali distinti, non prove di un’unica alleanza tra la sinistra argentina, i nazionalisti e Hezbollah. L’effetto combinato era rendere gli ebrei locali bersagli attraverso spiegazioni apparentemente diverse di chi minacciasse il paese o il mondo.
I messaggi raggiungono la vita di quartiere
DAIA ha ricevuto più denunce nel 2024 che nel 2023. La sua presentazione comunitaria descriveva ostilità nelle scuole e nei quartieri, nonché minacce e aggressioni fisiche. L’esperienza non poteva più essere contenuta nell’idea di una discussione che si svolge online.
Intanto proseguiva l’indagine sull’attentato all’AMIA: nel 2025 i pubblici ministeri chiesero procedimenti contro latitanti e ribadirono l’attribuzione a Hezbollah e Iran. Restavano affermazioni dell’accusa, non condanne di ogni imputato. Una nuova insicurezza si sviluppava accanto a una lotta per l’accertamento delle responsabilità che durava già da decenni.