Mura del ghetto · Italia · 1516–1870

Venezia e la Roma papale confinarono i residenti ebrei facendo affidamento sul loro lavoro.

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1516–1870

Mura del ghetto · Una città ha bisogno dei suoi vicini e poi li imprigiona

Venezia e la Roma papale confinarono i residenti ebrei facendo affidamento sul loro lavoro.

Venezia, 1516

Venezia ordinò agli ebrei di risiedere in un distretto designato nel 1516. Le porte controllavano il movimento, soprattutto di notte. La città ammetteva una comunità ma le imponeva la separazione. Il quartiere che diede alla parola ghetto il suo significato più ampio era sia luogo di vita ebraica che strumento di restrizione.

Roma, 1555

Papa Paolo IV istituì il ghetto di Roma nel 1555. La politica papale limitò la residenza e l’attività economica degli ebrei. La gerarchia religiosa acquisì una geografia quotidiana: dove una famiglia poteva vivere e come i suoi membri potevano guadagnarsi da vivere. Gli ebrei romani rimasero parte della città secondo regole che negavano la pari appartenenza.

Il muro non è tutta la vita

Dietro i limiti imposti, gli ebrei mantenevano il culto, lo studio e la vita familiare. L’esistenza di queste comunità non deve trasformare la segregazione in una tradizione pittoresca. Il ghetto obbligatorio di Roma terminò nel 1870, quando l’incorporazione della città nel regno italiano pose fine all’autorità politica papale.